Mostra tutti: musica

Venerdì 16 dicembre , 21.30, Torrione, Ferrara, spazio all’ultimo live 2016 dell’apprezzata Tower Jazz Composers Orchestra, l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara. Gli oltre 20 venti elementi che la compongono, diretti da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon, proporranno composizioni originali e brani della tradizione afroamericana. In apertura di serata il critico musicale e autore Franco Bergoglio presenterà il suo “Sassofoni e pistole. Storia delle relazioni pericolose tra jazz e romanzo poliziesco”, edito da Arcana. Media Eleonora Sole Travagli.

Due giganti della musica brasiliana, Caetano Veloso e Gilberto Gil, sono in corsa per il Grammy Awards 2017 con l’ultimo album “Dois Amigos, Um Século De Música: Multishow Live” nella sezione ‘Miglior albun di World Music’. Il disco contiene alcuni grandi successi come “Eu vim da Bahia” di Gil, e “Sampa”, “Terra” di Veloso. Insieme furono l’avanguardia della cultura brasileira dalla fine degli anni ’60 come cofondatori del movimento culturale Tropicália.

Chi meglio del violoncellista Jaques Morelenbaum e della moglie-vocalist Paula poteva rendere un autentico omaggio alla musica carioca di Antonio Carlos Jobim? Nessuno. I coniugi Morelenbaum, infatti, hanno lavorato per molti anni con il Maestro brasiliano, accompagnandolo in tour in ogni angolo del mondo. E ora, assieme al Cello Samba Trio, pubblicano il favoloso cd “Live in Italia – Omaggio a Jobim” (SudMusic- distr. Egea) registrato nel 2014 al Padova Jazz festival.

Congratulazioni al gruppo Los Van Van e al pianista Chucho Valdés per la nomination ai Grammy Awards 2017 (Van Van per Miglior latin tropicale per il cd “La fantasia. Omaggio a Juan Formell”e Chucho Valdés come miglior album di latin jazz per “Tribute to Irakere. Live in Marciac”.

La rumba cubana inserita nella lista del “patrimonio culturale immateriale” dell’umanità. Lo ha deciso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) nel corso di una riunione ad Addis Abeba il 30 novembre. “La rumba a Cuba, con i suoi canti, i suoi movimenti, i suoi gesti e la sua musica, è un’espressione di autostima e resistenza” che contribuisce alla formazione dell’identità nazionale, scrive il Comitato composto dai rappresentanti di 24 Paesi firmatari della Convenzione Unesco. Nella foto: Jesus Abreu, cubano, rumbero, fondatore del famoso gruppo Los Papines.

Rumba è l’espressione culturale più pura che identifica la gente di Cuba. Lo spirito e i canti della rumba autentica si può dire che a Cuba camminano di casa in casa, di quartiere in quartiere. E in modo differenziato, e non sempre correttamente, di continente in continente grazie ai tanti artisti cubani che hanno solcato la scena internazionale, da Miguelito Valdès a Xavier Cugat, da Mario Dreke Chavalonga a los Muñequitos de Matanzas.

Il merengue diventa Patrimonio dell’Unesco. Il celebre e vivace ritmo musicale della Repubblica Dominicana è stato riconosciuto come simbolo della storia e della cultura del Paese, e dichiarato dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. La musica da sempre rappresenta un elemento fondamentale nell’isola caraibica e nella sua capitale Santo Domingo.

Dal Guatemala al Canada. E’ la storia del bassista e arrangiatore guatemalteco Fito Garcia che ora in prossimità delle prossime festività ha deciso di lanciare la sua seconda produzione discografica da solista con il titolo Chritsmas, un album interamente dedicato al Natale. Garcia partì dal Guatemala nel 1980 e dopo aver attraversato Costa Rica, Nicaragua e Messico, decide di stabilirsi definitivamente a Vancouver, Canada nel 1985.

Dopo Julian Lage, arriva al Torrione un altro grande chitarrista: Kurt Rosenwinkel, con un interessantissimo progetto che tocca anche il mondo carioca. Infatti sabato 26 novembre, ore 21.30, Stati Uniti, Europa e Brasile confluiscono sul palcoscenico del Jazz Club Ferrara attraverso “Caipi”, il nuovo progetto guidato dall’osannato chitarrista di Filadelfia. Al suo fianco Pedro Martins alla chitarra e tastiere, Olivia Trummer al pianoforte e tastiere, Frederico Heliodoro al contrabbasso, Antonio Loureiro alle percussioni e Bill Campbell alla batteria.

Venerdì 25 novembre, al Torrione di Ferrara, spazio al secondo live di stagione dell’apprezzata Tower Jazz Composers Orchestra, l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara. Gli oltre 20 venti elementi che la compongono, diretti da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon, proporranno composizioni originali e accattivanti rivistazioni di brani della tradizione afroamericana. In apertura di serata il docente e critico musicale Stefano Zenni presenterà “Che razza di musica. Jazz, blues, soul e le trappole del colore”, edito da EDT. Mediazione di Francesco Bettini.

Lunedì 21 novembre – ore 20 – Torrione, Jazz Club Ferrara, fotografia e musica s’incontrano in una nuova edizione speciale di “Monday Night Raw”. La vernice di “Note in bianco e nero”, personale del giovane fotografo Michele Bordoni , curata da Eleonora Sole Travagli, anticiperà il live di ClarOscuro, nuovo trio del contrabbassista Matteo Bortone completato da Enrico Zanisi al pianoforte e Stefano Tamborrino alla batteria.

L’ultimo appuntamento 2016 (18/11) al Torrione tra il Jazz Club Ferrara in collaborazione con il Bologna Jazz Festival è stato dedicato alla presentazione di “Arclight”, l’album del giovane chitarrista californiano JULIAN LAGE, che sul palcoscenico estense è stato accompagnato dal contrabbassista peruviano Jorge Roeder e dal batterista bostoniano Eric Doob. Un trio magnifico, e senza nulla togliere ai nomi più blasonati ospitati dal festival è il gruppo che, a nostro avviso, ci ha regalato uno dei concerti più brillanti, intensi e ricchi di belle sonorità di tutta la kermesse.

Alla dodicesima edizione del Volo del Jazz arrivano Sly&Robbie – la formidabile coppia ritmica giamaicana – per incontrare Nils Petter Molvaer, Eivind Aarset e Vladislav Delay: sabato 19 novembre, ore 21, Teatro Zancanaro di Sacile (Pordenone). Un’esclusiva regionale per una delle più grandi sezioni ritmiche dei tempi recenti!

E’ uscito l’ultimo album del pianista cubano Roberto Fonseca (1975) con il titolo ABUC e per la prestigiosissima etichetta Impulse! Presentato ufficialmente in Belgio il 17 novembre, Sala Flagey di Bruxelles, l’album presenta quattordici brani che ripercorrono la storia della musica popolare cubana attraverso la chiave interpretativa di Fonseca: dalla contradanza alla conga, dal mambo e cha cha cha all’hip hop afrocuban, il tutto incrociato con linguaggio jazzistico.

Ultimo appuntamento in teatro per il Bologna Jazz Festival 2016, ancora una volta nel segno dell’esclusiva: sabato 19 novembre (ore 21:15) Teatro Auditorium Manzoni ospiterà l’unica data italiana del Kronos Quartet . Il programma preparato da David Harrington, John Sherba (violini), Hank Dutt (viola) e Sunny Yang (violoncello) conferma in pieno la fama di un gruppo che ha proiettato l’organico per eccellenza della musica cameristica classica verso territori futuristici e immaginifici.

Venerdì 18 novembre,ore 21.30, Jazz Club Ferrara, a firmare l’ultimo appuntamento 2016 in collaborazione con Bologna Jazz Festival è il trio guidato dal giovane e talentuoso chitarrista californiano Julian Lage che presenterà “Arclight”, suo ultimo lavoro discografico. Al suo fianco Jorge Roeder al contrabbasso ed Eric Doob alla batteria.

Nemmeno un centimetro libero al Bravo Caffé di Bologna per ascoltare il trio carioca Azymuth che attacca il set dedicando le prime note alla memoria di José Roberto Bertrami, il tastierista fondatore morto quattro anni fa e ora sostituito da Kiko Continentino il quale dimostra già grande feeling con il batterista Ivan Conti e il bassista Alex Malheiros. Repertorio coinvolgente che strappa diversi applausi durante la performance tra cui anche un pezzo in omaggio a Tom Jobim.

Con un altro tutto esaurito al Teatro Duse per il concerto della band di Steve Coleman, questa edizione del Bologna Jazz Festival sta battendo ogni record di presenze. E in attesa degli altri appuntamenti in cartellone (il più importante, sabato 19 novembre, Kronos Quartet) vi proponiamo alcuni scatti della serata con Steve Coleman & Council of Balance.

Ritorna la leggendaria band brasiliana AZYMUTH al Bravo Caffè di Bologna dove farà tappa in occasione del tour europeo di presentazione del nuovo lavoro discografico “Fenix”. L’album, che arriva dopo cinque anni dall’ultimo, ricrea la fantastica energia del periodo d’oro degli anni ’70 , quello che diede agli Azymuth un riconoscimento internazionale. Alle tastiere, dopo la scomparsa nel 2012 di Ivan Conti e l’inserimento temporaneo di Fernando Moraes, troviamo il virtuoso Kiko Continentino, che ha collaborato con Milton Nascimento, Gilberto Gil e Djavan. “Outubro”, disco del 1980, è stato ristampato in cd e distribuito da IRD.

Ferrara in Jazz, sabato 12 novembre, un’altra serata di grande jazz, e con il Jazz Club Ferrara esaurito ancora una volta, grazie al quartetto del contrabbassista BUSTER WILLIAMS completato da Jaleel Shaw ai sassofoni alto e soprano, Eric Reed al piano e il mancino Lenny White alla batteria. Solisti di primissima grandezza che ci hanno portato avanti e indietro tra gli anni migliori dell’hard bop e i linguaggi del jazz contemporaneo, ma sotto la vigile direzione orchestrale del leggendario Williams, il quale si è ritagliato un brano intero per un emozionante solo di contrabbasso in cui hanno fatto capolino diversi motivi di standard e anche un evergreen di etnomusic.

Steve Coleman come non lo si è praticamente mai sentito dal vivo: il sassofonista guru del modernismo jazz newyorkese, ispiratore del collettivo M-Base, alla testa di una big band. Quella che si ascolterà lunedì 14 novembre alle ore 21:15 al Teatro Duse per il Bologna Jazz Festival sarà un’orchestra jazz sui generis: i Council of Balance comprendono fidati collaboratori di Coleman (Jonathan Finlayson alla tromba, Maria Grand al sax tenore, Miles Okazaki alla chitarra, Anthony Tidd al basso elettrico, Dan Weiss alla batteria) ai quali si aggiunge la strumentazione del Doelen Ensemble, con archi, ottoni, ance, percussioni.

Venerdì 11 novembre, Teatro Manzoni di Bologna al completo per l’attesissimo concerto del Bologna Jazz Festival con Paolo Fresu, Uri Caine e Quartetto Alborada. Trattandosi dell’unica tappa della tournée europea a presentare questo organico, sono arrivati appassionati anche da fuori regione. Lo spettacolo è iniziato con quattro brani intonati dal magico duo: l’esordio in minuetto, seguito da Solar di Miles Davis, un pezzo di George Gershwin e poi un ritorno barocco prima di introdurre il quartetto d’archi Alborada.

Jeremy Pelt è certamente una delle più interessanti trombe del panorama jazz internazionale ed ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica. Al Dadajazz di Castelfranco Emilia ha presentato l’ultimo l’album JiveCulture sostenuto da quattro giovani, ma già di notevole esperienza, tra cui anche una percussionista (Jacaqueline Jeremy Pelt è certamente una delle più interessanti trombe del panorama jazz internazionale e i riconoscimenti della critica sono meritati. Al Dadajazz di Castelfranco Emilia ha presentato l’ultimo l’album “JiveCulture” sostenuto da quattro giovanissimi artisti, ma già con solidissime basi, tra cui anche una percussionista (Jacqueline Acevedo, di origini colombiane) che ha mostrato una notevole tecnica per far cantare le congas, imbastendo raffinati e “melodici” pattern. E ogni tanto emergeva il dominio velocissimo della ‘mano segreta’, come dire che ha studiato i capiscuola come Changuito, Hidalgo o discepoli.

Sabato 12 novembre, ore 21.30, Jazz Club Ferrara, va in scena il penultimo appuntamento in collaborazione con Bologna Jazz Festival: sul palco estense del Torrione un’altra colonna del contrabbasso, Buster Williams, musicista tra i più stimati al mondo, che si esibirà con il suo “Something More”, quartetto stellare completato da Jaleel Shaw al sax alto e soprano, Eric Reed al pianoforte e Lenny White alla batteria.

Unipol Auditorium pieno come un uovo per ascoltare Aziza, quartetto diretto dal leggendario contrabbassista Dave Holland e completato da pezzi da novanta come il sassofonista Chris Potter, il batterista Eric Harland e il chitarrista Lionel Loueke. Un set lungo due ore di musica tra jazz, funky, rock intrecciati a suadenti accenti africani grazie alla chitarra e alla voce di Loueke. Un po’ di immagini scattate martedì 8 novembre 2016 nei pochi minuti concessi dalla direzione del Bologna Jazz Festival dietro richiesto della band.